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Sì al test delle urine per la diagnosi di tumore delle plasmacellule

28 Dicembre 2018
Una striscia reattiva per la diagnosi delle urine

La gammopatia monoclonale è un’alterazione nella produzione di immunoglobuline. Questa alterazione colpisce circa il 10 per cento della popolazione al di sopra i 60 anni e in alcuni casi, poi, sfocia in una diagnosi di mieloma multiplo. In questa condizione, le plasmacellule che normalmente producono un diversificato assortimento di anticorpi chiamati immunoglobuline, cominciano invece a produrne un solo tipo. Solitamente questa viene diagnosticata tramite un esame del sangue chiamato ‘elettroforesi proteica’ che da diversi anni viene preferito al test delle urine, considerato da molti ridondante.

Alcune di queste immunoglobuline sono a forma di Y e sono costituite da proteine ​​chiamate catene "pesanti" e "leggere". Queste ultime si dividono a loro volta in due tipi, kappa e lambda. Normalmente noi produciamo circa il doppio delle catene leggere kappa e il tumore può influenzare la produzione di entrambe le catene, anche se normalmente è il numero delle kappa a crescere in maniera sproporzionata. Il test del siero misura appunto il rapporto tra queste catene individua eventuali anormalità, permettendo la diagnosi di un’eventuale gammopatia. 

Il team di ricerca dell’Augusta University, tuttavia, ha appena pubblicato uno studio sul Journal of Clinical Medicine Research nel quale ha esaminato gli esami di sangue e urine condotti su 175 pazienti tra il 2010 e il 2016 e ha mostrato che, quando la gammopatia è associata ad una crescita di catene lambda invece che di catene kappa, c’è una possibilità del 25 per cento che questa alterazione non venga individuata dalla sola elettroforesi.

In questi casi «si corre il rischio di non diagnosticare la patologia perché il test del siero non riesce a individuare queste proteine anormali o perché le lesioni lambda non producono un grande eccesso di proteine anormali», sottolineano i ricercatori.

Queste catene leggere, invece, sono facilmente secrete nelle urine grazie alle loro ridotte dimensioni. Con una gammopatia monoclonale parte di questo eccesso può invece depositarsi gradualmente nei reni danneggiandone la funzionalità, fattore che diviene evidente grazie ad un test delle urine. Secondo gli autori, questa mancata individuazione delle catene lamba nel siero potrebbe spiegare il 25 per cento di falsi negativi relativi a pazienti valutati con la sola elettroforesi proteica, ma che, invece, avevano un rapporto anormale tra le catene leggere, con un eccesso di catene lambda.

Fonti:

Baker T, Looking at the urine and blood may be best in diagnosing myeloma, JAGWire, comunicato stampa del 13 Luglio 2018

Lee WS, Singh G. Serum Free Light Chains in Neoplastic Monoclonal Gammopathies: Relative Under-Detection of Lambda Dominant Kappa/Lambda Ratio, and Underproduction of Free Lambda Light Chains, as Compared to Kappa Light Chains, in Patients With Neoplastic Monoclonal Gammopathies. J Clin Med Res. 2018; 10(7): 562-569. doi: https://doi.org/10.14740/jocmr3383w