Mieloma Multiplo: In cosa consiste il trapianto autologo di cellule staminali?

Il trapianto autologo di cellule staminali è una procedura che viene utilizzata per ricavare cellule staminali ‘pulite’ perché queste possano poi crescere e dare luogo a globuli rossi, globuli bianchi e piastrine normali. Il trapianto autologo consiste in varie fasi: la prima fase, definita ‘induzione’, consiste nel cercare di ‘pulire’ il midollo osseo dalla malattia e a questo scopo si usano le varie combinazioni di farmaci oggi a disposizione. La seconda fase consiste nella raccolta delle cellule staminali, questo significa far sì che le cellule staminali presenti all’interno del midollo osseo raggiungano il sangue periferico per essere poi raccolte. Le procedure per la raccolta sono differenti, si svolgono solitamente in un centro trasfusionale e sono simili a una donazione di sangue; hanno tutte in comune uno strumento chiamato “separatore cellulare” che permette di raccogliere le cellule all’interno di una sacca e di congelarle in azoto liquido a -196°C. Successivamente, a distanza di un tempo variabile, viene effettuato il trapianto vero e proprio, che consiste prima di una chemioterapia piuttosto importante che ‘vuota’ il midollo osseo delle cellule malate e poi di un’infusione delle cellule staminali tramite una vena periferica. Queste cellule trovano poi posto nel midollo osseo, dove iniziano la produzione di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine e contribuiscono alla ricostruzione della cosiddetta emopoiesi normale.

Risponde la Dr.ssa Patrizia Tosi